Questa foto sembra poco significativa ma quel geniaccio di Jaak l'ha sistemata un po' e ora ve la spiego. Il ragazzo vicino alla bambina indossa una maglietta con la vecchia bandiera sudafricana (pre-1994, sinonimo di apartheid) con la scritta 100% boero. La notate perchè è l'unica cosa a colori in tutta la foto. Giustamente sembra vergognarsi, e ha lo sguardo basso. La bambina guarda in avanti, dove ci sono i ragazzi meno pallidi, con facciotta corrucciata. Il ragazzo più a sinistra sembra dire "non posso farci niente". Triste eh? Abbastanza. Usando un'espressione di Nick Hornby (o Hornsby? non ricordo) qua le persone sono come piccole isole. Ieri pomeriggio sono andato a fare un giro nel campus, in cui vivono più di mille studenti, forse duemila. Atmosfera irreale, nuvole, fa freddo ma tant'è. Cartacce, gatti, lattine. Quante persone ho visto in giro? Forse 20. E allora mi chiedo: ma dove caxxo sono i ragazzi della mia età? E la risposta è: da nessuna parte, stanno dentro i loro studentati. Completamente assurdo per me pensare di avere un campus enorme, sgombro, con prati panchine campi da rugby/basket/calcio ed un sacco di posto e NON utilizzarlo per incontrarsi. Dicevo delle piccole isole. Ho conosciuto i compagni di casa di Joris, tutti sudafricani bianchi. Alcuni vogliono andarsene "overseas". Altri c'hanno dato su. C'è una diffusa malinconia in sta città. Manca l'incontro, e se c'è è con quelli come te. La criminalità spaventa e lascia le persone chiuse nei loro castelli. Ho sentito storiacce brutte tipo che la ragazza che vive con loro voleva mollare il moroso ed è stata minacciata di morte, ora la devono proteggere. Le armi sono diffuse, la gente non si fida, si può girare relativamente tranquilli solo in macchina. In auto ti sembra di stare in una piccola barchetta in mezzo al mare. Per fortuna che Joris si è comprato una mazda dei primi anni 90 (la venderà in febbraio quando tornerà a casa) e si può andare un po' in giro. Ma tralasciamo questi discorsi, potrei tediarvi per ore ma ne discuto già abbastanza con la gente qua. Dopo un po' ti abitui alle contraddizioni, anche se spesso ti pesano sulla testa. E' passato il weekend ed è stato un bel weekend. Vita mondana in Bloemfontein, ma con prudenza. E visto che si trattava di uscire, mi sono preparato al meglio (mao.). Joris vuole sfruttare la mia italianità ed abusare della mia posizione -secondo lui- privilegiata nei confronti dell'universo femminile. Il suo piano era: ci spacciamo tutti per italiani. Un suo amico biondo, pelle chiarissima, enorme per la quantità sfrenata di carne agli ormoni che si mangia qua gli fa: "ma io non potrò MAI essere scambiato per italiano!" E mentre lo diceva gli potevi leggere lo sconforto in volto. Ma Joris ha detto, che ci vuole, basta che ti metti un paio di occhiali da sole un po' strani. Ho riso mezz'ora perchè Joris era sostanzialmente nel giusto. Poi è iniziato il training.Come suggerito da un giornale serio ed autorevole quale Men’s Health edizione sudafricana (di cui meschinamente attribuirò l’acquisto a Jaak) ho subito iniziato a lambiccarmi sulle frasi migliori per creare contatto, empatia, feeling. Da evitare le solite frasi trite e ritrite da perdente sfigato quali *ti sei fatta male quando sei caduta dal cielo?* -oppure- *tuo padre è un ladro, perchè ha rubato le stelle più belle del cielo per i tuoi occhi*. Hanno fatto il loro tempo e sono ormai logore e abusate. Anche la storia dei miei capelli da nero, derivanti dalla mia bisnonna sudafricana sposatasi col mio bisnonno italiano che nella sua avventurosa vita aveva trovato lavoro a londra in una fabbrica di saponi e poi aveva accettato di trasferirsi nella filiale sudafricana dove lo pagavano di più e si era innamorato e sposato con rito zulu ma era stato costretto a tornare a faenza con sua moglie e il bambino per sfuggire alla segregazione e proteggere mio nonno che era mulatto -e quindi discriminato-… bè ormai lo sanno tutti che è una stronzata, e forse la voce è arrivata fino a qua.
Per fortuna che i miei fidati friends oltre alle tante-e-formative persone che hanno incrociato la loro vita con la mia mi hanno indicato la strada, attraverso alcune PERLE infallibili e micidiali per far cadere qualcuno ai tuoi piedi, o per farlo cadere e basta. Quelle che riporto qui sono tutte REALMENTE REALI, testate su e giù per l'europa quindi affidabilissime e non perfettibili. Le conservo gelosamente nel mio diario segreto protetto dalla chiave del Quore.
Vorrei iniziare da una frase achiappa-donne garantita che però TEMO, anzi ne sono convinto, svolga il proprio compito solo quando a pronunciarla è quel figo di alberto:
- *ciao* (berto-cit.)
Ma non andranno dimenticate, in ordine sparso, anche
- *io cerco una ragazza... decente, anche con lieve difetto fisico* (eugenio-cit.)
- *are you alone?* (davide-cit.)
- *ma tu hai delle amiche XXXXXXXXX? -come hai detto scusa?- no dicevo... hai delle amiche...... VERE?* (stefano-cit.)
- *why not? perchè io no béli?* (svetlana-cit.)
- *scusate ragazze, sapete mica dov’è il Pineta?* (un.mio.amico.del.mare.enorme.con.barba.incolta.canottiera.e.pantaloni.corti-cit.)
- *dai, ti accompagno a fumare una sigaretta vicino al fiume* (andri-cit.)
- *anche a me piacerebbe fare il barista... è..... il mio sogno* e la stupenda *ora me ne vado. ma se con un cenno degli occhi mi fai capire che invece devo restare, resto* (ciro-cit.)
- *scusa, hai mica una siga?* (un.tipo.di.cremona-cit.)
- *todo, todo* (delpa-parzialcit.)
- *sarà l'erba tagliata di fresco, ma c'è qualcosa nell'aria che è davvero una figata* (gnoccbuster-parzialcit.)
- *neanche ti conosco e già mi manchi* ma anche la mitica *purtroppo come le scimmie non ho il pollice opponibile* (gigi-cit.)
- *fai capire o non fai capire?* (giro-cit.)
- *sei stata in erasmus? e quanti erasmi hai avuto?* oltre a *indosso mutande verde speranza* (guarnac-cit.)
- *mi definirei latino/hispanic* (borio-semicit.)
- *noi conosciamo michele, from riccione!* (ciro.e.bede.in.un.club.di.stoccolma-cit.)
- *se non vuoi tradire il tuo moroso... bè, ti capisco.* (andreone.profeta.dell'attendismo.paziente-cit.)
- *se la bellezza si misurasse in briciole, tu saresti un panino* (panino-cit.)
- *stasera sei tu la mia nuova ossessione* (dibì.al.concerto.dei.subsonica-cit.)
- *italiani solo bla-bla-bla* (bordiga-cit.)
- *mi chiamo luca, ho 24 anni e studio farmacia* (giorgio.ancora.imberbe.e.liceale-cit.)
- *i blink centottantadue sono la colonna sonora della mia vita* (lele-cit.)
- *la mia mamma non vuole* (bede-cit.)
Oppure, ma questa non è testata, se sei proprio messo male male (intendo fisicamente provato) credo possa funzionare un mestissimo *cosa ne pensi dei ragazzi che smettono di drogarsi?* (qualsiasi.finto.drogato-cit.) così perlomeno, se muovi compassione e lei è ben disposta, le puoi vendere una penna a sfera per 10 rand e comprarti un panino al crudo.
Non le ho utilizzate, ma ci siamo divertiti. Ma devo lavorare un po' ora. Il resto ve lo racconto un'altra volta.
A presto, presto.


